L'Avvocatura dello Stato cerca 20 dipendenti pubblici in comando presso di essa, da inquadrare nei propri ruoli con passaggio diretto: 2 Operatori, 14 Assistenti e 4 Funzionari, nelle sedi indicate nel bando. Possono candidarsi i dipendenti a tempo indeterminato in comando ai sensi dell'art. 30, comma 2-bis, d.lgs. 165/2001, che maturino entro il 31 dicembre 2026 almeno dodici mesi di servizio presso l'Avvocatura dello Stato. La domanda va presentata online tramite InPA entro le ore 23:59 del 13 novembre 2026.
In breve
Attenzione
- La domanda si presenta solo per la sede dove si presta servizio in comando alla data di scadenza; domande per altre sedi non sono prese in considerazione.
- Il termine del 13 novembre 2026 alle ore 23:59 è perentorio; dopo la scadenza il portale non consente più l'invio.
- Sono richiesti l'ultima valutazione della performance individuale pienamente favorevole e il previo assenso al trasferimento (o l'attestazione che non è necessario), da allegare alla domanda.
- La mancanza di un solo requisito comporta l'esclusione, anche al momento del trasferimento.
- Il trattamento economico è quello del CCNL Comparto Funzioni centrali, compresa l'eventuale retribuzione individuale di anzianità in godimento.
Requisiti
- Titolo di studioIl bando non lo indica
- EsperienzaEssere dipendenti di pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, d.lgs. 165/2001, in comando presso l'Avvocatura dello Stato ai sensi dell'art. 30, comma 2-bis, d.lgs. 165/2001, con un periodo di servizio presso l'Avvocatura dello Stato non inferiore a dodici mesi maturato entro il 31 dicembre 2026.
- Dipendenti pubbliciRiservato a chi lavora già in una pubblica amministrazione
Altri requisiti
- Essere assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato e inquadrati nell'area per cui si presenta domanda.
- Aver conseguito l'ultima valutazione della performance individuale pienamente favorevole.
- Non aver riportato condanne penali per i delitti previsti dai Titoli II, VII e XIII del Libro secondo del Codice penale (delitti contro la Pubblica Amministrazione, contro la fede pubblica e contro il patrimonio).
- Essere in possesso delle qualità morali e di buona condotta richieste dall'art. 26 della legge 1° febbraio 1989, n. 53, richiamato dall'art. 35, comma 6, d.lgs. 165/2001.
- Non essere stati destinatari, negli ultimi due anni, di sanzioni disciplinari superiori al rimprovero scritto e non avere procedimenti disciplinari in corso.
- Essere in possesso del previo assenso al trasferimento rilasciato dall'amministrazione di appartenenza, oppure dell'attestazione che l'amministrazione non è tenuta a rilasciarlo.
- I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando.
Prove
Come candidarsi
Domanda esclusivamente online tramite il Portale unico del reclutamento InPA (https://www.inpa.gov.it/), con registrazione e compilazione del curriculum vitae, che vale come dichiarazione sostitutiva ai sensi dell'art. 46 d.P.R. 445/2000. Il candidato deve allegare in fase di compilazione l'ultima valutazione della performance individuale e il nulla osta o la dichiarazione dell'amministrazione di appartenenza, con le informazioni richieste (area, posizione economica, famiglia o profilo, trattamento economico, eventuali procedimenti disciplinari e penali). Il bando richiama anche una scheda economica allegata da compilare. La ricevuta di invio è scaricabile dal Portale InPA.
Preparati alla prova
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Cosa non abbiamo trovato nel bando
- Il bando non indica la retribuzione né gli importi del trattamento economico.
- Il bando non indica la durata né l'orario di lavoro del posto offerto (la clausola sul tempo indeterminato riguarda i requisiti dei candidati).
- Il bando richiama una scheda economica allegata da compilare, che non è presente nel testo fornito.
- Il titolo della procedura su InPA parla di stabilizzazione, mentre il testo del bando la descrive come procedura di mobilità volontaria ex art. 30, comma 2-bis, d.lgs. 165/2001.
- Il bando non indica titolo di studio, età, cittadinanza o altri requisiti oltre a quelli elencati nell'art. 2.