È uno sconto sulle tasse (Irpef) per chi paga lavori di ristrutturazione su abitazioni o parti comuni di condomini in Italia. Per le spese del 2026 puoi detrarre il 36%, o il 50% se si tratta della tua abitazione principale, su un massimo di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, diviso in 10 anni.
Vale per le spese pagate nel 2026; la detrazione si chiede nella dichiarazione dei redditi.
A chi spetta
- Chi paga l'Irpef e sostiene le spese, anche se non risiede in Italia.
- I proprietari della casa o chi ha un altro diritto sull'immobile, come l'usufrutto.
- Gli inquilini, cioè chi è in affitto o in comodato.
- Il familiare convivente con il proprietario o con l'inquilino.
- Il convivente di fatto, per le spese dal 1° gennaio 2016.
Altri requisiti
- Devi pagare l'Irpef: la detrazione riduce questa imposta.
- L'immobile deve essere residenziale e trovarsi in Italia.
- Per i lavori iniziati dal 28 maggio 2022 e oltre i 70.000 euro, nel contratto deve esserci scritto che l'impresa applica i contratti collettivi dell'edilizia.
- Se la casa è usata anche per un'attività o una professione, la detrazione è ridotta della metà.
- Dal 1° gennaio 2025 non vale per la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con caldaie alimentate solo a combustibili fossili.
Quanto vale
Per le spese del 2026 detrai il 36% (50% per l'abitazione principale) su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Per le spese del 2027 la percentuale scende al 30% (36% per l'abitazione principale). Lo sconto è diviso in 10 rate annuali uguali.
Come si chiede
- Prima di iniziare, se è obbligatorio per le norme sulla sicurezza dei cantieri, manda alla ASL una comunicazione con raccomandata A/R.
- Paga i lavori con il bonifico apposito, bancario o postale. Devono comparire la causale, il tuo codice fiscale e il codice fiscale o la partita IVA della ditta.
- Conserva fatture, ricevute dei bonifici, permessi edilizi o una dichiarazione sostitutiva e, per i condomini, la delibera dell'assemblea.
- Per alcuni lavori che fanno risparmiare energia, invia i dati all'ENEA online entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Nella dichiarazione dei redditi indica le spese e i dati catastali della casa; se sei in affitto o in comodato, anche gli estremi di registrazione del contratto.
Dove: Nella dichiarazione dei redditi, anche con l'aiuto di un CAF o di un professionista
Attenzione
- Se non paghi con il bonifico apposito, con tutti i dati richiesti, rischi di perdere la detrazione.
- La detrazione va divisa tra tutti quelli che hanno pagato la spesa e ne hanno diritto.
- Se fai i lavori come inquilino, e non sei un familiare convivente, serve il consenso scritto del proprietario.
- Se lavori finiti tra il 1° e il 22 gennaio 2026 vanno comunicati all'ENEA, i 90 giorni partono dal 22 gennaio 2026. Lo stesso vale per lavori del 2025 con spese pagate nel 2026. L'invio in ritardo o mancato non fa perdere la detrazione.