Non tutti i bandi pubblici sono aperti a tutti. Prima di leggere i requisiti, guarda che tipo di procedura è: su questo sito lo trovi nel bollino in alto in ogni scheda.
Concorso pubblico
È il modo normale di entrare nella pubblica amministrazione (articolo 97 della Costituzione). È aperto a tutti quelli che hanno i requisiti del bando: titolo di studio, età se prevista, cittadinanza, eccetera. Si fanno una o più prove (a volte una preselezione, poi scritto e orale, oppure titoli ed esami) e alla fine c'è una graduatoria. Può essere a tempo indeterminato o determinato.
Mobilità
Serve a chi è già dipendente pubblico a tempo indeterminato per passare a un altro ente, di solito nello stesso profilo o area (articolo 30 del D.Lgs. 165/2001). Chi non lavora già nella pubblica amministrazione non può partecipare. Due parole che trovi spesso:
- compartimentale: per chi lavora nello stesso comparto (per esempio da un'università a un'altra);
- intercompartimentale: per chi viene da un altro comparto (per esempio da un Comune a un'università).
In alcuni casi serve l'assenso dell'ente da cui vieni: lo dice il bando.
Selezione o avviso
È una procedura più semplice di un concorso, spesso per titoli e colloquio, per esigenze precise. Esempi frequenti:
- graduatorie per assunzioni a tempo determinato (anche stagionali);
- incarichi di collaborazione o professionali a esperti, anche con partita IVA (articolo 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001);
- personale per lo staff del sindaco o del presidente (articolo 90 del Testo unico degli enti locali) e dirigenti a contratto (articolo 110);
- esperti per le commissioni d'esame di altri concorsi.
Progressione interna
Le progressioni verticali o di carriera sono riservate a chi lavora già in quell'ente (articolo 52, comma 1-bis, del D.Lgs. 165/2001): chi viene da fuori non può partecipare, anche se il bando è pubblicato su inPA.
Università e ricerca
Ricercatori, incarichi post-doc, assegni e borse si fanno con procedure proprie (legge 240/2010 per le università): di solito servono una laurea magistrale o un dottorato in una materia precisa e si valutano titoli, pubblicazioni e colloquio.
Posti riservati
Alcuni posti sono riservati per legge, per esempio alle persone con disabilità o alle categorie protette (legge 68/1999) o ai volontari delle Forze armate. Se il bando è interamente riservato, partecipa solo chi rientra in quella categoria.
Il tipo esatto e chi può partecipare li dice sempre il bando: leggilo prima di candidarti.
Fonti
- D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (articoli 7, 30, 35 e 52)
- D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico degli enti locali (articoli 90 e 110)
- Legge 30 dicembre 2010, n. 240 (università) e legge 12 marzo 1999, n. 68 (collocamento mirato)